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CON DIGINNOVA, FONARCOM STANZIA 4 MLN DI EURO PER LA FORMAZIONE IN COMPETENZE DIGITALI

24-09-2020 16:40

IterEgo

News, News Fon.AR.Com., innovazione, fonarcom, Andrea Cafà,

CON DIGINNOVA, FONARCOM STANZIA 4 MLN DI EURO PER LA FORMAZIONE IN COMPETENZE DIGITALI

CON DIGINNOVA, FONARCOM STANZIA 4 MLN DI EURO PER LA FORMAZIONE IN COMPETENZE DIGITALIPuò l’Italia aprirsi all’innovazione digitale e diventare una St

CON DIGINNOVA, FONARCOM STANZIA 4 MLN DI EURO PER LA FORMAZIONE IN COMPETENZE DIGITALI

Può l’Italia aprirsi all’innovazione digitale e diventare una Start-up Nation, come lo è Israele? Abbiamo parlato di questo durante il webinar internazionale di stamattina An open Innovation Ecosystem post 4.0 Digital.

 

L’ESPERIENZA DI ISRAELE

Israele, il primo Paese al mondo per numero di start-up e brevetti, lo è diventato anche grazie a una legislazione favorevole all’innovazione e a un sistema che, attraverso investimenti statali e capitali privati, sostiene un’interazione strettissima tra università, hub di ricerca e imprese.

Come ha spiegato Ofer Sachs, Ceo di Herzog Strategic e già ambasciatore d’Israele in Italia, “sono tanti i fattori che hanno spinto Israele verso l’innovazione, a partire da una popolazione molto giovane (il 35% ha meno di 18 anni) e di provenienza internazionale a un’attenzione particolare del governo che ha portato in pochi anni a un’economia di servizi e di tecnologie applicate a tutti i campi. Oggi Israele è casa per 400.000 aziende internazionali che lavorano a stretto contatto con i centri di ricerca e con i giovani, e questo costituisce una spinta fortissima all’innovazione”.

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Per Nava Swersky Sofer, esperta di innovazione, imprenditrice e ricercatrice, “a consentire in Israele lo sviluppo dell’Open innovation, e quindi dell’economia, è il grande investimento delle aziende private nei centri di ricerca e nelle università. Ciò che invece caratterizza questo sviluppo, è il fatto di adottare come metodo la ‘convergenza’. Essa si pratica a tutti i livelli: tra le persone, tra le menti, tra i settori produttivi, perfino tra arte e scienza. Questa convergenza tra scoperte tecnologiche e linguaggi diversi contamina l’intera vita culturale e produttiva del Paese. L’Italia potrebbe diventare leader in molti settori proprio adottando questa convergenza”.

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L’OPEN INNOVATION IN ITALIA

Per Andrea Cafà, presidente di Cifa e di Fonarcom: “Nonostante la creatività che contraddistingue il nostro Paese, permangono limiti all’innovazione.

I principali:

mancanza di sinergia tra mondo della ricerca, sistema produttivo e istituzioni,

insufficienza degli investimenti pubblici e privati,

permanenza di un sistema burocratico gravoso.

Occorre che si apra un dialogo tra imprese, ricerca e istituzioni che attragga investimenti, anche internazionali. E la formazione continua deve essere il fertilizzante dell’innovazione diffusa, senza cui è impossibile crescere, creare valore e competenze di livello globale. FonARCom, con il suo Avviso Diginnova, ha stanziato 4 milioni di euro per finanziare le competenze digitali. Le aziende possono presentare piani formativi fino ad aprile del 2021”.

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Per il professor Angelo Maria Petroni, segretario generale di Aspen Institute Italia e ordinario di Logica e Filosofia della scienza alla Sapienza di Roma: “L’Open Innovation è una dimensione fondamentale per lo sviluppo economico dell’Italia. Ma essa richiede un alto capitale umano e un alto capitale sociale. Persone più istruite e relazioni più facili tra lavoratori e imprese, e tra imprese e istituzioni. È su questo che il nostro Paese ha bisogno di interventi, sia normativi sia organizzativi”.

Pasquale Caffio, managing director di HRC, ha dichiarato che: “L’eccellenza israeliana ci insegna quanto il networking e la connessione tra gli stakeholder pubblici e privati siano fattori chiave per lo sviluppo dell’innovazione italiana. Da qui emerge il ruolo fondamentale di chi, come HRC FundTraining, favorisce la diffusione delle competenze tecniche e manageriali attraverso il proprio network e l’utilizzo delle risorse a disposizione delle imprese. Per accelerare la ripresa ed essere competitivi serve adottare modelli innovativi e sostenibili”.

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